giovedì, febbraio 21, 2019
Valentina Corrado – Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Lazio

Criticità sul Rendiconto Regionale. Zingaretti omertoso sui rilievi della Corte dei Conti

Nonostante i comunicati di giubilo Zingaretti ha ricevuto un duro colpo da parte della Corte dei Conti. Il tentativo di far apparire la sua come una buona amministrazione è naufragato proprio durante il giudizio di parificazione del Rendiconto 2014 della Regione Lazio.

Nella delibera di approvazione dello stesso, la Giunta esponeva un risultato di amministrazione, al lordo della parte vincolata, di – 3.882.005.408,73.

La Corte non parifica questo dato così come presentato e ridetermina il disavanzo in -10.930.089.306,55.

Il risultato di amministrazione è un indicatore strettamente connesso alla liquidità disponibile dell’ente e questi numeri certificano la drammatica voragine delle casse regionali nonchè la cronica situazione di deficit finanziario che le scelte politiche e amministrative di chi governa non hanno contribuito a sanare.

Perché i dati scritti nel Rendiconto dalla Giunta sono diversi da quelli parificati dalla Corte dei Conti?

Zingaretti ha artatamente contabilizzato in modo irregolare i debiti contratti, attraverso le anticipazione di liquidità, nei confronti del Ministero Dell’ Economia e delle Finanze. Questa liquidità che il Governo centrale ha fornito alle Regioni, è a suo volta frutto di un indebitamento statale, perché per dare copertura a questa spesa lo Stato ha emanato titoli di debito. La liquidità percepita dalla Regione, vincolata al pagamento del debito, non è altro che un prestito da restituire allo Stato con gli interessi. Tuttavia la giunta Zingaretti ha contabilizzato le somme come se fossero una liquidità per fare nuove spese anziché pagare debiti pregressi.

In pratica è come se un cittadino ha il conto corrente a -10.000 € e grazie ad un prestito riesce ad arrivare a -3.000. Sarebbe sciocco se nel bilancio familiare non contasse il prestito e gli eventuali interessi tra i debiti da sanare!

Se la Corte non fosse intervenuta, il reale risultato di amministrazione sarebbe stato mascherato da un apparente miglioramento del disavanzo che invece si attesta in un peggioramento di circa sette miliardi e quindi di oltre il 45% rispetto al 2013.

In tutto questo a farne le spese sono i cittadini di questa regione che si ritrovano a dover pagare l’addizionale IRPEF più alta d’Italia per dare copertura al debito con lo Stato.

Dopo il coro di politici che hanno evocato il buon governo della Regione Lazio mi auguro che passi l’insensata euforia e che Zingaretti si dia da fare per rispettare le indicazioni della magistratura contabile, perché il Lazio non può continuare a pagare le spese della sua eterna campagna elettorale.

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