domenica, luglio 21, 2019
Valentina Corrado – Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Lazio

Attraverso il documento di programmazione economica e finanziaria il Consiglio Regionale condivide, con la sua approvazione, le strategie e gli obiettivi a medio e lungo periodo indicati dalla Giunta. Questa deve redigere il bilancio preventivo e pluriennale secondo i criteri fissati nel documento così come approvato dal Consiglio. Il Documento non deve assolvere ad una funzione propagandistica e illusoria nei confronti dei cittadini così come dimostra di fare quello posto oggi alla nostra attenzione.

A dimostrarlo è il contenuto stesso, non solo nella prima parte, quando riferisce dati dell’Istat che più aggradano il Presidente, tralasciando quelli che vengono pubblicati passando sotto silenzio e che sono frutto della gestione politica e amministrativa anche di questa regione. L’illusione è contenuta anche nella seconda parte, quando si fa riferimento ripetutamente ad un risanamento finanziario rispetto agli anni precedenti,. Questo viene smentito se si vanno ad esaminare con attenzione i numeri e i dati contabili che appassionano chi vuole restituire alla collettività una fotografia realistica dello stato in cui versa la Regione Lazio e che è anche frutto della programmazione politica e gestionale che viene annualmente raccontata nel documento di programmazione economica e finanziaria regionale.

Ma qual è la vera situazione che vive la nostra Regione e che non è presente nel libro dei sogni del Presidente, che pensa di essere ancora in campagna elettorale immaginando una Regione Lazio che ahinoi non esiste?

Mentre nel DEF si parla dell’”andamento congiunturale delle imprese e delle previsioni di crescita regionale” , affermando che “durante il 2015 è migliorato il clima economico e nazionale”, la Giunta, di fatto non ha ancora approvato il regolamento per disciplinare l’erogazione del microcredito regionale per le piccole e medie imprese e per i soggetti che devono far fronte ai bisogni primari. Nonostante il consiglio abbia approvato una legge, con il contributo, che rivendico, del M5S, per far si che a quel fondo possano essere destinati gli accantonamenti delle indennità che ad oggi ammontano ad oltre 700 mila euro.

Visto che si parla di programmazione abbiamo proposto un emendamento che pone come obiettivo per il 2016 la definizione di questo regolamento, che sì consentirebbe la crescita delle imprese che osservano ad oggi sempre un maggiore calo della produzione e del fatturato, con la conseguenza del mancato investimento in termini di spesa e di livelli occupazionali.

Mentre lo scorso anno nella programmazione in termini di interventi infrastrutturali e di viabilità fu inserita la realizzazione della grande, inutile, opera dell’autostrada Roma Latina, poi stralciata dal Documento di programmazione nazionale, quest’anno non è prevista alcuna alternativa benché i cittadini del Lazio hanno proposto e propongono, ormai da anni, la realizzazione di una metropolitana leggera che consentirebbe, non solo una notevole contrazione del traffico in entrata nella capitale, ma anche una vita migliore per i pendolari che non sarebbero costretti a subire ore di traffico e stress mettendo a rischio quotidianamente la loro vita sull’ormai nota strada killer d’Italia; per non parlare dei benefici che deriverebbero dalla riduzione del traffico su gomma nei confronti dell’ambiente, la cui tutela, ovviamente a parole e propaganda, sta tanto a cuore al PD, ma che non traduce mai in termini di azioni concrete. Anche su questo tema abbiamo proposto un emendamento propositivo che si pone come obiettivo l’ammodernamento della tecnologia sulle infrastrutture ferroviarie regionali, così da permettere il passaggio di un numero maggiore di treni, invece di proseguire con l’ inagurazione di treni nuovi che non hanno rotaie dove poter circolare.

In questo Def c’è chi si vanta un’attività di risanamento finanziario nella sanità, a fronte di una smentita, non solo dei cittadini che quotidianamente si imbattono in disservizi, pagamento di spese notevoli e attese imbarazzanti per poter effettuare esami. ma anche la della Corte dei conti evidenzia, in materia di gestione della sanità, “come dagli stessi verbali del Tavolo di Verifica emergano rilevanti deficienze strutturali di funzionamento del sistema che si trascinano irrisolte da anni nonostante un impiego eccezionale di risorse umane e finanziarie (struttura commissariale, advisor contabile, consulenti esterni e risorse regionali dedicate)” e che “il minor disavanzo sanitario regionale 2014 non risulta conseguente ad un intervento strutturale migliorativo derivante dalla capacità di gestione dell’attività demandata ai vertici regionali/GSA, bensì a fattori esogeni e straordinari come l’aumento della leva fiscale – IRAP e IRPEF – e i maggiori contributi erogati, aventi carattere ripetitivo e in quanto tali, in grado di incidere una tantum sul risultato di esercizio”. I nostri emendamenti propongono come obiettivo programmatico per la nostra Regione, la riduzione della complessità dei procedimenti e della tempistica nell’assegnazione delle risorse nonché la realizzazione di interventi che siamo meno centralizzati e imperniati su un sistema sanitario calibrato sulle esigenze dei territori.

Nel DEF e nei comunicati stampa di questi giorni c’è, il coro dei politici del pd, ha gridato al buon governo vantando dati istat che più aggradano la politica propagandistica e illusoria che non tiene conto dei dati complessivi, come quelli pubblicati dopo una recente indagine svolta qualche mese fa sempre dall’ISTAT e passata sotto silenzio, che nella percezione dei cittadini le strade dei centri abitati della Regione Lazio sono le più sporche d’Italia, nonostante sui cittadini del Lazio gravano 42 euro e 48 cent. per il servizio di spazzamento e lavaggio strade, quasi il doppio della media nazionale che si aggira intorno ai 22 euro. Così come non racconta che il Lazio svetta in cima alla graduatoria delle regioni per la spesa pro capite per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti: ogni cittadino paga mediamente 220 euro, ovvero il 27% in più rispetto alla media nazionale di 167 euro. Come possiamo essere silenti sulla bocciatura del ministero dell’ambiente in relazione ai parametri che sono stati utilizzati per determinare le tariffe per il conferimento dei rifiuti alle società di Cerroni? Una base di 99 € a tonnellata che non solo risulta eccessiva per le casse della regione, ma è anche una base di calcolo errata sulla quale sono stati calcolati i 135 €/tonnellata per portare i rifiuti all’estero.

A parte la programmazione che state attuando di concessione di autorizzazioni per la costruzione di centrali a biogas su tutto il territorio regionali, qual è programmazione che avete previsto per ridurre la produzione di rifiuti da smaltire in discarica? Non siete stati in grado di rifare un piano rifiuti nè di monitore l’applicazione di quello vigente che è quello che della Polverini! (anche qui emendamento).

Tuttavia il tentativo di far apparire quella Zingarettiana come una buona amministrazione, è naufragato proprio durante il giudizio di parificazione del Rendiconto 2014 della Regione Lazio nel cui dettaglio entreremo nella seduta dedicata al Rendiconto 2014 e che qui mi limito ad avere come riferimento per la parte dei dati che si vantano nel DEF.

E mi riferisco al un risultato di amministrazione, al lordo della parte vincolata, di – 3.882.005.408,73. La Corte non parifica questo dato così come presentato e ridetermina il disavanzo in -10.930.089.306,55.

Il risultato di amministrazione è un indicatore strettamente connesso alla liquidità disponibile dell’ente e questi numeri certificano la drammatica voragine delle casse regionali nonché la cronica situazione di deficit finanziario che le scelte politiche e amministrative di chi governa non hanno contribuito a sanare. Come si fa a parlare di risanamento finanziario di fronte a quasi 11 miliardi di disavanzo e più di 20 di debito?

Se la Corte non fosse intervenuta, il reale risultato di amministrazione sarebbe stato mascherato da un apparente miglioramento del disavanzo che invece si attesta in un peggioramento di circa sette miliardi e quindi di oltre il 45% rispetto al 2013.

In tutto questo a farne le spese sono i cittadini di questa regione che si ritrovano a dover pagare l’addizionale IRPEF più alta d’Italia per dare copertura al debito con lo Stato.

Proprio con riferimento al debito con la stato mi ha sconcetato ricevere una lettera che il Presidente Zingaretti ha inviato a Ministro Padoan.

In pratica dovendo la Regione dare 230 milioni di euro allo Stato, per partecipare alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica. Zingaretti ammette di non avere capitale nel fondo dedicato e chiede allo Stato di dare questo contributo compensandolo con la riduzione dei trasferimenti che il governo centrale deve dare alla Regione.

Zingaretti chiede di definanziare questi settori:

Fondo per le non autosufficenze

Fondo da ripartire per le politiche sociali

Fondo da destinare a politiche per la famiglia

Edilizia Sanitaria

Fondo per l’acquisto di veicoli adibiti al miglioramento dei servizi offerti per il Trasporto Pubblico Locale

Somma per l’erogazione gratuita dei libri di testo

Fondo inquilini morosi

compartecipazione IVA non sanità

IRAP non sanità

Posto che questa lettera è la palese dimostrazione della politica scellerata del governo che chiede alle Regioni di mutilare fondi destinati al welfare, due questioni politiche sorgono nei confronti del Presidente Zingaretti.

Perchè non ha reso noto al Consiglio queste richieste e non l’ha coinvolto nella scelta dei fondi dai quali operare una riduzione se non un totale definanziamento?

Vogliamo sapere se è intenzione, programmatica e politica, del Presidente rimpinguire questi fondi così importanti per non far pagare ai cittadini i danni di una politica scellerata che continua a tagliare la spesa pubblica nei servizi essenziali e non nei privilegi della politica.

Dopo il coro di politici che hanno evocato il buon governo della Regione Lazio, mi auguro che passi l’insensata euforia e che Zingaretti si dia da fare per ascoltare le indicazioni e le proposte di buon senso che arrivano dalla minoranza, perché il Lazio non può continuare a pagare le spese della sua eterna campagna elettorale.

 

 

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