giovedì, aprile 19, 2018
Valentina Corrado – Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Lazio

Acanfora, l’ennesima nomina Zingarettiana senza requisiti

Acanfora senza Requisiti

Quella di Acanfora è l’ennesima nomina esterna di Zingaretti, altri 155 mila euro che pesano su un bilancio regionale già disastrato, una nomina che conferma quanto poco interessa a Zingaretti la sentenza del TAR che, sulla base del nostro ricorso, ha confermato il superamento del massimo di dirigenze esterne permesse dalla legge e la mancanza di competenza del segretario generale per la fase istruttoria, visto che è un organo fiduciario di diretta collaborazione politica e quindi non può svolgere attività amministrative.

Mentre l’ex direttrice della Centrale Acquisti, la dott.ssa Longo, è occupata a testimoniare nel processo a Mafia Capitale insieme a  Venafro, ex capo di gabinetto di Zingaretti, per le note vicende della “lottizzazione” della gara Cup, il Presidente non sembra preoccuparsi del fatto che dal CV del prossimo direttore non emerge un’esperienza specifica nella contrattualistica pubblica, come specificato invece nell’avviso di ricerca.
 Purtroppo l’esperienza di questa legislatura è caratterizzata da nomine di dirigenti esterni inconferibili e/o incompatibili, come accaduto per un’altra nomina recente del Dott. Mazzarotto nominato Dirigente dell’Area Sostegno alla famiglia e ai minori nonostante sia ancora in carica come Presidente dell’Associazione Comunità il Carro Onlus e quindi incompatibile, essendo un’associazione che potrebbe ricevere i finanziamenti regionali per il terzo settore.  Anche su questa vicenda abbiamo depositato un’interrogazione e ho provveduto a fare una segnalazione all’Anac.
Questo andazzo di nominare come dirigenti esterni soggetti incompatibili o incompetenti danneggia non solo le ottime professionalità presenti nell’organico regionale, troppo spesso messe in disparte per favorire la nomina politica, ma anche le casse pubbliche, riducendo le risorse che potrebbero essere destinate per migliorare i servizi per la collettività, visto che i cittadini laziali, grazie alla decisione del PD nell’ultima legge di stabilità della Regione Lazio, pagano il massimo delle aliquote irpef.

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