sabato, Settembre 19, 2020
Valentina Corrado – Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Lazio
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EX CONSIGLIERI REGIONALI ALLA CARICA: RIDATECI IL VITALIZIO!

In Regione Lazio a partire dal 1 Gennaio 2015 e fino al 1 Gennaio 2018 è stato in vigore il contributo di solidarietà, ovvero un taglio agli assegni vitalizi con scaglioni di riduzione percentuale crescenti al crescere dell’assegno: dall’8% per importi pari a 1.500 euro mensili lordi sino al 17% per gli importi superiori a 6.000 euro mensili lordi. Una riduzione ulteriore del 40% era applicata a coloro che cumulavano l’assegno erogato dalla regione con altri assegni vitalizi erogati da altre istituzioni a seguito dello svolgimento di una carica. Questa misura nata grazie al pressing del Movimento 5 Stelle nelle istituzioni sull’abolizione dei vitalizi, ha portato un risparmio per le casse della Regione di c.a. 3 milioni di euro all’anno.

La reazione degli ex Consiglieri Regionali del Lazio non si è fatta attendere. All’indomani dell’approvazione della norma hanno promosso ricorso presso il Tribunale di Roma il quale, lo scorso Luglio, dopo 4 anni di contenzioso, con sentenza n. 15008/2019 , ha respinto la loro richiesta di ottenere l’accertamento del diritto a continuare a percepire l’assegno senza le riduzioni previste con il c.d. contributo di solidarietà nonché la richiesta di condanna della Regione alla restituzione di quanto, a loro dire, era stato indebitamente non erogato o trattenuto a tale titolo.
Insieme ai colleghi del gruppo consiliare della scorsa legislatura, mi opposi in giudizio contro questa assurda richiesta e il Tribunale, nella sentenza di Luglio, rileva come questa riduzione comportasse una “minima incidenza” sugli assegni e che il taglio così come disposto dalla norma “non consente quindi di ritenere che la stessa possa esser afflitta dai vizi di irragionevolezza ovvero possa in qualche maniera andare a ledere i principi di equità e proporzionalità della retribuzione ( 36 Cost) sufficiente ad assicurare una vita libera e dignitosa ovvero ledere i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di “…. vecchiaia” . In poche parole: nessuna violazione dei diritti visto che l’ammontare dell’assegno, nonostante la lieve sforbiciata, garantisce ai percettori di vivere una vita dignitosa.

A seguito della riforma nazionale voluta dal M5S e imposta alle regioni, lo scorso anno in Regione Lazio è stato introdotto il sistema previdenziale contributivo applicato anche a coloro che già percepivano un assegno vitalizio con il ricalcolo dello stesso rispetto ai contributi effettivamente versati. Una riforma che ha porterà nella nostra Regione ad un risparmio di circa 7 milioni di euro all’anno da destinare all’implementazione dell’erogazione di servizi essenziali in materia assistenziale e socio sanitaria. Un cambiamento rilevante per il Lazio dove gli assegni vitalizi erano calcolati non solo sulla base dell’indennità percepita ma anche della diaria, ovvero computando nella base di calcolo anche il rimborso spese. Una follia!

Pochi giorni fa mi è stato notificato il ricorso che gli ex consiglieri regionali del Lazio hanno promosso in Corte d’Appello avverso la sentenza del Tribunale di Roma che lo scorso Luglio ha respinto la loro richiesta di reintroduzione dei vitalizi. Questi signori sostengono che “la legge non lascia assolutamente percepire alcuna ragione giustificativa di un sacrificio di tale entità richiesto ad una sola categoria di destinatari di trattamenti previdenziali” e chiedono che venga ripristinato a loro favore il sistema del vitalizio con tanto di rimborso delle somme di denaro non riconosciute e non erogate per via della riduzione in percentuale degli assegni e del tetto al cumulo introdotto per chi percepisce altri assegni.

La resistenza di coloro che beneficiavano dei vitalizi, a prescindere dalla durata della legislatura, e che non vogliono in nessun modo rinunciare all’ingiusto privilegio di un assegno che, nel Lazio, arrivava fino a 8.000 euro al mese, è uno schiaffo a tutti i lavoratori che per percepire una pensione devono lavorare 40 anni; è uno schiaffo a coloro che hanno bisogno del reddito di cittadinanza per far fronte ai bisogni primari; è la vergogna dei partiti che predicano meno tasse e più lavoro mentre i loro esponenti fanno guerre in tribunale per riavere un privilegio che gli è stato tolto.

Quello che sta accadendo in Regione Lazio è un motivo in più per scendere in piazza e far sentire la nostra voce. Loro non si arrenderanno mai. Noi non dobbiamo neppure. Difendiamo quello che abbiamo ottenuto: più risorse per gli italiani e meno soldi pubblici per pagare i privilegi! Vi aspetto il 15 Febbraio, ore 14.00, in Piazza Santi Apostoli – Roma #MAIPIUVITALIZI

Di seguito la mia intervista all’Arena di Giletti del 17 Maggio 2015 sui vitalizi in Regione Lazio.

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